Il festival è diventato grande
Conclusa con grande consenso di pubblico la quinta edizione con protagonista la fedeltà
Si è concluso con un grande consenso di stampa e di pubblico – oltre 30mila le presenze registrate negli oltre ottanta eventi – la V edizione di Comodamente. È stata una festa aperta e popolare in cui ci si è occupati di fedeltà con un approccio anticonvenzionale, in maniera fresca e non paludata. Comodamente conferma infatti la necessità che un pubblico sempre maggiore ha di confrontarsi con temi complessi ed alti, con racconti che non siano la solita minestra riscaldata servita stancamente. Il festival testimonia così come ci sia sempre più necessità nel nostro Paese fare cultura in forma ampia e che rifugga la noia degli accademici e le bugie dei venditori di parole.
Comodamente è inoltre il primo festival che scavalca la modalità verticale di fare cultura scegliendo un approccio collaborativo e condiviso 2.0, metodo di lavoro che più di tutti caratterizza la nostra contemporaneità. Tale modello diffuso segna così un passo in avanti della manifestazione nell’accreditarsi come centro di un patrimonio di relazioni di eccellenza. Mai come in questo anno, infatti, il programma è stato il frutto del lavoro combinato del festival con soggetti di prestigio del panorama scientifico italiano (come la Società Italiana di Psicoanalisi, l’Associazione Italiana di Studi Semiotici e l’Università di Reggio Calabria), con realtà che lavorano nel campo dell’innovazione (come Cibic Workshop, Heads Collective, Provincia Italiana e Spinoza.it), aziende di riferimento in differenti settori (come Gruppo Italcementi, Anas, Asco TLC, Enel, Savno, Altevie Technologies ed Altitudo), ma anche con enti che lavorano per il territorio (come Ulss7, Cooperativa Insieme Si Può e Consorzio Marca Treviso). I partner, nel complesso, sono stati più di cento.
Il festival è stato reso possibile grazie alla collaborazione di tutti i soggetti locali, cui si aggiungono le partnership speciali attivate con Ascom Vittorio Veneto, Serravalle Viva, Confcommercio Conegliano, e altre numerose aziende che hanno contribuito direttamente a supportare i costi o a fornire i servizi necessari alla manifestazione. A questi si affianca l’encomiabile lavoro dei volontari che hanno allestito i luoghi e curato la logistica nonché il rapporto con gli oltre 110 ospiti.
“Il primo ciclo di cinque anni si chiude con un bilancio positivo – spiega Claudio Bertorelli, direttore artistico di Comodamente – che segna la necessità di una svolta organizzativa ed economica. Il festival è stato un eccezionale elemento di progresso culturale ed ora può divenire una fonte stabile di sviluppo socio-economico per il territorio. Cosa che molti ancora si ostinano a non cogliere, nonostante i risultati siano lapalissiani”. In particolare, prosegue Bertorelli, “servono sforzi ulteriori e persone che sappiano condividere i progetti culturali di ampio respiro, e l’ingresso in squadra della Fondazione Francesco Fabbri va in questa direzione. La cultura rappresenta l’ultimo grande serbatoio di senso, e ha bisogno di reti, di competenza e scelte di grande responsabilità”.
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