L’epilogo del limite

IMG_44941Il limite ha esplorato il proprio rovescio, concludendo un’edizione ricca di soddisfazione, a volte con fatica com’è giusto che sia in un processo di creazione che possiamo definire maieutico, ma sempre traboccante di passione, vero stimolo all’azione.
In questi tre giorni, molti hanno sperimentato i propri limiti, vedendoli per la prima volta, sentendoli correre nella pelle, scivolare nello stomaco, paralizzare il cervello. Altri li hanno soltanto intravisti, lontani come la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno, incapaci di andarci incontro o semplicemente noncuranti della loro esistenza. Qualcun altro, infine, ha vissuto il rovescio del limite, l’altra faccia di una medaglia che spesso non viene neanche mai girata, sperimentando così nuove prospettive e aprendo gli occhi su altri mondi.
In un modo o nell’altro, quindi, quest’edizione di Comoda_mente non ha lasciato indifferente nessuno, ha fatto e continua a far parlare di sé unendo, proprio come nel rovescio del limite, opinioni diverse, a volte contrastanti.
Ed ora, ad alcuni giorni dalla chiusura, giorni in cui spinti dall’adrenalina dei precedenti si stanno concludendo le operazioni post festival, la macchina si sta rimettendo in moto, l’ingranaggio ha già ricominciato a girare in un vortice che presto ci porterà alla quarta edizione.

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Alzarsi al mattino

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Una mostra con budget zero, ma francescana solo economicamente, non certo nelle idee. Le opere incrementano, lentamente, nel deposito. Il trasporto di più di qualche opera l’ho fatto di persona o con l’aiuto di amici. Qualche opera sarà portata nei prossimi giorni direttamente dagli artisti, per le altre mi daranno una mano i galleristi. E tutti collaborano, in un clima che non avrei detto possibile. Chi si è offerto di fare le foto, chi il sito, chi di stampare la brouchure.
Anche nelle ristrettezze è un piacere lavorare così. Queste sono le cose per cui vale la pena alzarsi al mattino.
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Tenete duro

phpThumb_generated_thumbnailjpgNon sono bastate le bombe e i colpi di mortaio dei Talebani per fermare le elezioni afghane. Certo in molti punti del paese la popolazione forse non voterà per le minacce dei guerriglieri, ma vedere donne e uomini in fila per votare dimostra il coraggio di questi piccoli eroi che non si prostrano alla violenza e alla sopraffazione. E ancora una volta dimostra come il pericolo e la paura non siano in grado di fermare il desiderio di democrazia, almeno dove questa non sia compiuta.
Coraggio. Il mondo, ma anche la storia, è dalle vostre parti.

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Agosto, lavoro mio ti conosco

Una volta l’agosto coincideva con il vuoto delle città. Fabbriche ed uffici chiusi o aperti per graziadiddìo, ospedali ridotti al minimo, traffico nelle città inesistente.
Ora, progressivamente, tutto questo non capita più. Un po’ perché il modello produttivo sta cambiando, un po’ perché i luoghi stanno vivendo un trapasso antropologico, ed ovviamente la crisi economica. Incontro sempre più spesso persone che lavorano ad agosto, la maggior parte per necessità, qualcuno per snobismo intellettuale. Non so se sia un bene o un male. Spero solo che qualche auto di meno la canicola ci permettano di prendere tutto con calma caraibica.

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I magnifici fili di Berlino

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Di nuovo al lavoro su Comoda_mente, di ritorno da Berlino, con l’amarezza che tutto quello che è possibile in quella città risulta quasi precluso al nostro Paese. Lì da un fabbrica dismessa può nascere un istituto di arte contemporanea o un centro culturale per l’insegnamento della musica. Lì la cultura è importante. E poi regole e le normative si applicano se hanno un’utilità, ma si possono anche trascurare poiché la responsabilità individuale fa fede sulle decisioni, anche quelle collettive.

Gli stracci di quella città ferita dalla guerra fredda, dall’ideologia e dalla dittatura, servono ora per costruire magnifici tessuti. Non si sente a Berlino il fetore geriatrico che ammorba le nostre stanze dei bottoni, bensì un giovanile ed entusiastico sudore del fare.

Non mi era mai capitato prima di vergognarmi così tanto di essere italiano.

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