Se “il tempo, grande incisore, segna il paesaggio come le cicatrici e le rughe segnano un viso” (C. Magris) l’uomo è uno scalpello che sempre più spesso fa da solo e rischia di abbruttire un lavoro millenario. Ma è e rimane l’unico scalpello possibile, un attrezzo vitale da cui scaturiscono sogni, errori, conquiste e viste senza limiti.
con:
architetto ed urbanista
architetto paesaggista
modera:
direttore Qui Touring