
Il 2009 italiano sarà ricordato come l’anno di Eluana Englaro, “priva di morte e orfana di vita” (Ceronetti), l’anno dei dibattiti legati alla definizione giuridica del testamento biologico ed anche l’anno della pubblicazione postuma di un testo svedese datato 1978 (Carl Henning Wijkmark, “La morte moderna”) dedicato a dimostrare la giustezza dell’eutanasia di stato in caso di sovraffollamento da “centenari superflui e costosi” (C.Magris): l’individuo di una certa età dovrebbe serenamente “farsi da parte” in favore di una più equa distribuzione delle risorse.
Ma chi ha il diritto o il dovere di staccare la spina? Quali i confini che separano libertà individuale e morale collettiva? Quali le certezze che ci devono far distinguere un essere vivente da un essere vegetale?