fotografie © Nicola Giuliato

Vivere la contemporaneità con comodità

Dialoghi:

8/9 ore 19.30 Foro Boario

Il paesaggio è quello che tu fai?

con:
LUIGI SNOZZI
architetto, professore ordinario al Politecnico Federale di Losanna,
ora professore presso l'Accademia di Architettura di Mendrisio
e la Facoltà di Architettura di Alghero

GEORGE TATGE
fotografo e già Direttore Fotografia della Fratelli Alinari di Firenze

FRANCO ZAGARI
architetto e paesaggista, professore ordinario
alla Facoltà di Architettura dell'Università "Mediterranea" di Reggio Calabria

modera:
DOMENICO LUCIANI
Direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche

introduce:
ROBERTO MASIERO
storico dell'architettura e docente presso lo IUAV di Venezia


Spesso ci troviamo a difendere con fermezza piccoli scampoli di verde senza ricercare una definizione attuale e strategica di Paesaggio, che è termine oggi usato, abusato, storicizzato, confuso, in altri termini fatalmente ambiguo. Il Paesaggio lo si può osservare, percepire, immaginare, dipingere, fotografare; ma anche idolatrare, fraintendere, mortificare, distruggere in nome di ciò che si vuole che il Paesaggio rimanga o diventi.
Forse, più semplicemente, "il Paesaggio è quello che tu fai!", come candidamente ricorda Livio Vacchini ("Dialoghi Aperti", 2002, C. Bertorelli - S.Ornella). Esso è infatti figura a cavallo tra poesia e azione, è specchio delle azioni dell'uomo, siano esse di tutela o cambiamento.
Esiste quindi un rischio di nasconderci dietro figure retoriche con le quali lavare le proprie coscienze? Non varrebbe piuttosto la pena di affrontare il tema con maggior consapevolezza rispetto al coraggio del Passato ed alle responsabilità del Presente? La tutela del paesaggio dovrebbe superare la semplice reazione sensibile che ciascuno di noi ha guardando l'orizzonte, consci che esso non rappresenti solo un fatto naturale, o visivo, ma una più complicata commistione di geografia, storia, cultura, economia e fatti urbani. Talché l'uomo modifica il paesaggio ma il paesaggio modifica l'uomo, in una sorta di interscambio continuo tra quello che è fuori di noi e quello che è dentro di noi, tra quello che sarà dopo di noi e quello che è stato prima di noi. Ebbene, il Paesaggio è la natura da preservare o il luogo delle tracce del camminoculturale dell'uomo? E, in quest'ultimo caso, chi avrà il coraggio di tracciare il sentiero?

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