fotografie © Nicola Giuliato

Vivere la contemporaneità con comodità

Conversazioni:

7/9 ore 17.30 Ex Ghetto

Dove si annida il contemporaneo?

conversazione con MICHELE DE LUCCHI

 

introduce: GIOVANNI DAMIANI

8/9 ore 16.30 Duomo di Serravalle

Comodamente Tiziano

conversazione con LIONELLO PUPPI

introduce: CLAUDIA BETTIOL

 

"Tiziano. Ultimo atto" è il titolo della mostra che si inaugura il 15 settembre a Belluno a Palazzo Crepadona.
Al cospetto de "La Madonna in gloria con il Bambino", la pala di Tiziano ospitata nel Duomo di Serravalle, "comoda_mente Tiziano" racconta gli anni di vita e arte vittoriesi del maestro nella sua terra, perlustrando il complicato rapporto dell'artista con la sfera politico-sociale-culturale del suo tempo e ricercando improbabili interferenze tra il mondo della sua arte e gli altri mondi che la sua arte lambiva. E, in tutto questo, può ritrovarsi nell'ispirazione pittorica di Tiziano un messaggio che sia attuale anche nel nostro tempo?

9/9 ore 12.30 Villa Croze

La guerra del Quirinale

conversazione con MARZIO BREDA

introduce: PAOLO BELTRAMIN

 

Già nel 1967, a vent'anni dal varo della Costituzione, si discuteva del Quirinale come luogo di incontro tra "il senso dello stato e la crisi dello stato". Dopo il crollo del muro di Berlino e dopo Tangentopoli, si è aperto un lungo periodo di guerra intorno a quel palazzo. Al centro dello scontro, i diversi modi di interpretare la difesa della democrazia da parte di capi dello stato che si sono sentiti costretti a farsi "più forti".

 

9/9 ore 15.00 Stazione ferroviaria

Manifesto per la metropoli Nordest

conversazione con GIGI COPIELLO


introduce: BRUNO BAREL

«Mi venne da dire che ero stato in cima al Summano e avevo visto l'America. L'America avevo visto, altro che Venezia! Avevo visto che era tutto un irradiarsi, un connettersi, un toccarsi, un riempire. Addio paesi, addio campagne. Come a Los Angeles, dissi, tra un po' di tempo. Era "ancora" presto. Probabilmente. Ma ormai era fatta: ancora fabbriche, ancora case, ancora negozi, ancora strade, ancora lavoro, ancora "schei". Chiese, no. Basta». Il Nordest è proteso verso questo modo di "vivere". Buttato giù da una mondo che non c'è più, da un piccolo mondo antico consegnato ad oblio e musei, scivola, corre verso la "città infinita". Eppure il Nordest è ancora in tempo a fermare la corsa, ad arrestare lo scivolamento. Il "policentrismo" è la bestia nera della grande livellatrice. Ha impedito la metropoli. Ha impedito ogni forma metropolitana qui a Nordest. Può essere, nel suo velleitarismo, seppellito nella "città infinita". Ma la può mettere in crisi e può disegnare un altro vivere.

9/9 ore 16.00 Chiesa di Santa Maria del Meschio

Previtali, un capolavoro. Perchè?

conversazione con MARIO BERNARDI

 

L'Annunciazione di Andrea Previtali nella chiesa di Santa Maria del Meschio è senza dubbio uno dei grandi capolavori del Rinascimento Italiano. Questa preziosa opera d'arte, scoperta o riscoperta che sia, è senz'altro da considerarsi come uno dei patrimoni artistico più importanti della città di Vittorio Veneto e dell'intero territorio; sarà quindi un momento esaltante per la propria cultura e la presa di coscienza di quanto grande sia il valore civile della terra vittoriese. Assieme ad alcune digressioni di introduzione alla conoscenza specifica di questo e altri capolavori vittoriesi il Prof. Mario Bernardi terrà una conversazione propedeutica sulla storia della Pala e sul contesto artistico dei Maestri operanti in Veneto nella prima metà del 1500.

9/9 ore 17.30 Villa Croze

Da Giorgione a Canova:
la riscoperta del mito di Venere anche in chiave "postmoderna"

conversazione con OTTORINO STEFANI

introduce: GIAN PIETRO FAVARO

 

"I veneziani discutevano d'arte, non per scoprire, come i fiorentini, una verità scientifica, ma per raffinare la loro sensualità. Né dimentichiamo che la grande pittura veneziana del secolo XVI ebbe il suo inizio nella Venere ignuda dormiente di Giorgione." Le parole del Venturi sottolineano, ancora una volta, l'importanza dell'opera di Giorgione, non solo nell'ambito della pittura veneta del Rinascimento, ma anche come punto di riferimento fondamentale per comprendere i successivi sviluppi della pittura moderna ed in particolare, di quella che aspira a rappresentare l'idea universale della Bellezza. Canova, ad esempio, si era talmente innamorato della pittura giorgionesca, (ed in particolare della Venere) da creare dei "falsi" e farli vedere agli amici come opere autentiche. Non bisogna dimenticare, inoltre, che le Veneri canoviane sono il risultato di una ispirata elaborazione dei modelli del passato a partire da quelli greci. In tal senso la sua visione estetica si potrebbe definire "postmoderna". La visione artistica del Canova è certamente frutto di un'autentica formazione culturale che assume, talvolta, un tono "nobilmente accademico". Tuttavia è proprio la raffinata esperienza operativa dell'artista a trasformare il linguaggio dell'ultima Venere in "Dimora dell'Essere" in quanto, come ha affermato Croce: "nella primitiva intuizione (estetica) è potenzialmente implicito tutto il sapere".