fotografie © Nicola Giuliato

Vivere la contemporaneità con comodità

Allestimento:

Progetto di allestimento per il festival Comodamente

 

a cura di GIOVANNI DAMIANI

 

con Elisa Longanes, Sara Moratto, Thomas Odorico


Quanto Usine ci ha chiesto di curare l'allestimento del festival il primo pensiero è stato che Comodamente è una manifestazione che vuole promuovere la cultura della contemporaneità: da li volevamo partire.

Quello che sapevamo era che c'erano tempi ristrettissimi, un budget che doveva ancora completarsi che faceva spingere per scelte a basso costo e un sistema di costruzione degli elementi che doveva coinvolgere molte differenti imprese e ditte provenienti da esperienze differenti che, oltretutto, avrebbero lavorato a titolo di sponsor per cui tra molti altri lavori. Condizioni quindi apparentemente non semplici che abbiamo voluto trasformare in risorse per il progetto.

L'idea è quella di costruire lo spazio, che in gran parte è aperto e che coinvolge spazi in parte pubblici e in parte privati, con un elemento semplicissimo, costruito in materiali da cantiere e che nella sua ripetizione modulare definisca la natura dei luoghi e caratterizzi l'evento.

 

 

 

 

Gli elementi del progetto si rincorrono come un serpente che si incunea tra i palazzi e gli spazi pubblici della città portando con se le inquietudini dei dialoghi proposti: autentici viaggi nelle problematiche del nostro tempo. Il serpente che si spezza nei vari luoghi e si rimoltiplica rigenerandosi con nuove teste è metafora stessa di questo percorso di ricerca dei fondamenti del presente.

Grazie alla modularità degli elementi si possono costruire degli infinite combinazioni che si adattano così ai differenti spazi specifici. Gli elementi della comodità -tema del festival- la panca, i pouf bassi per stare distesi, i banchi per la distribuzione delle vivande si uniscono tra loro come se si trattasse di un domino che contamina lo spazio di Vittorio Veneto.